NO GRANDI OPERE INUTILI-le priorità sono altre!

Nel pomeriggio di lunedì, diverse realtà cittadine, tra le quali Rifondazione Comunista, si sono riunite presso la confluenza dei fiumi, proprio sotto l’ATERP e vicinissimi alla fantomatica statua di Re Alarico ed il suo cavallo.
Da diverso tempo infatti si segue il dibattito sulle grandi opere che dovrebbero esser avviate in città e che però viste le diverse condizioni di disagio che quotidianamente affannano i cosentini, non ci sembrano affatto delle priorità.
Basta guardare i dati che riguardano la nostra regione per rendersi conto che certo non abbiamo bisogno del nuovo se non funziona il vecchio.

Il nuovo ospedale ne è un chiaro esempio; le continue vicende che lo vedono coinvolto sulle cronache cittadine sono un dato di fatto e non è certo la struttura (che per altro ha subito dei cambiamenti innovativi nel recente passato) a non permettere un migliore funzionamento dello stesso, quanto piuttosto la carenza di personale e la cattiva gestione dell’Azienda Ospedaliera, che tra un sequestro ed uno scandalo prova a prestare assistenza ai cittadini di Cosenza e provincia.

Dai movimenti arrivano anche le proposte: Cosenza in Comune, nella persona di Valerio Formisani dice «vogliamo un ospedale efficente» e ancora «proponiamo la Casa della Salute » realtà già esistente in altri territori e che permetterebbe di garantire assistenza, erogare servizi, assicurare un punto di accesso dei cittadini alla rete dei servizi e la presa incarico della domanda, permetterebbe insomma una più adeguata risposta alle esigenze dei pazienti.

Rifondazione Comunista ha più volte espresso la sua contrarietà all’opera sottolineandone l’inutilità sotto diversi aspetti, quali l’utenza, sovrastimata dai fautori dell’opera ma sopratutto sottolineando quanto 160 milioni facciano scatenare gli appettiti della classe politica che guida rispettivamente Comune e Regione.
Chi è attento al dibattito cittadino non ha potuto fare a meno di notare come la questione della metro stia assumento sempre di più le caratteristiche di una diatriba personale tra il Sindaco ed il Governatore della Calabria, prestando poco ascolto a chi invece prova a far sentire la voce dei cittadini (che la metro non la vogliono) come sta facendo il Comitato No Metro.

Il dissenso arriva anche dai comitati che animano i quartieri della città vecchia, dove è custodita la storia della città e dove i ragazzi del Comitato Piazza sono costantemente impegnati nel denunciare disservizi ed i regolarità che però sembrano non interessare i “piani alti”.
Il comitato “Prendocasa” ha voluto sottolineare la doppia valenza del luogo dell’incontro «dietro l’obbrobrio di questa statua di Alarico e davanti al palazzo dell’Aterp» ambedue simbolo di una politica poco seria e scellerata. Insiste Ferdinando Gentile: «questa città continua a subire il potere dei palazzinari mentre le case popolari cadono a pezzi».

Le grandi opere non compensano l’assenza di diritti sociali così come non arginano disservizi e non aiutono il trasporto pubblico!
Nel corso della conferenza inoltre il nostro segretario Francesco Campolongo è anche intervenuto a nome del Comitato “Acqua Pubblica” chiedendo al sindaco Occhiuto di adeguare il servizio idrico cittadino alle prescrizioni di servizio pubblico sancite dal referendum del 2011.

Raccogliamo quindi l’invito lanciato da Claudio Dionesalvi e nelle prossime settimane saremo a fianco delle compagne e dei compagni che come noi pensano che ci siano ben altre priorità mettendo in atto un meccanismo collettivo di opposizione che porti al centro i cittadini e non i soliti interessi personali del politico di turno.

Angelica Perrone

Rifondazione Comunista

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