PRC e PCI parteciperanno giovedì 16 alla manifestazione davanti alla sede della Giunta regionale della Calabria

Lamezia Terme (Cz), 14 novembre 2017

Le compagne ed i compagni del PRC e del PCI parteciperanno giovedì 16 alla manifestazione davanti alla sede della Giunta regionale della Calabria indetta da CGIL e da UIL ed invitano tutti i calabresi e le calabresi a prendere parte alla mobilitazione.

La necessità che si superi l’immobilismo di tre anni di governo Oliverio, che non ha rappresentato in alcun campo e neppur in minima parte una discontinuità rispetto alle precedenti fallimentari amministrazioni, è oramai sentire comune della grande maggioranza dei calabresi.

La “vertenza Calabria” è sempre più evidente e deve essere posta all’attenzione generale: nella nostra regione tutte le criticità che si vivono nel Paese assumono dimensioni enormi e non più sopportabili.

E’ oramai improrogabile la necessità di un piano straordinario per il lavoro e lo sviluppo attraverso un rilancio degli interventi pubblici che riguardi le attività produttive ed i lavori di pubblica utilità, di cura delle persone e del territorio, antitetici alle megaopere inutili che provocano scempi del territorio e devastazioni ambientali (ponte sullo Stretto, metropolitane, aeroporti nuovi, ecc.). Occorre subito liquidare le spettanze per tutti i lavoratori in mobilità in deroga che lavorano in progetti e non sono da mesi retribuiti ed elaborare un piano di stabilizzazione dei circa 5000 LSU calabresi.

Un cambio di rotta radicale su tutto, dalle politiche di difesa del suolo e di lotta al dissesto idrogeologico (non si dovranno ripetere mai più scandalose gestioni come quella dell’emergenza incendi questa estate e torbide vicende come la normativa emanata per ottenere eventuali rimborsi dai danni subiti), alla valorizzazione della potenzialità turistica, della ricchezza paesaggistica-ambientale e del nostro patrimonio storico-archeologico, che ovunque ci invidierebbero in quanto possibilità enorme di crescita occupazionale e di apertura culturale..

E’ indispensabile ripristinare il diritto alla salute dei calabresi con il rispetto dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA). Assistiamo da anni al vergognoso balletto di responsabilità tra il commissario ad acta per il piano di rientro Scura ed Oliverio, con una diatriba dove ogni giorno si rappresenta l’ennesima puntata, fino alla ridicola minaccia del Presidente di incatenarsi a Roma. Potenziare e razionalizzare i servizi esistenti, rivedere la rete ospedaliera e delle emergenze, sviluppare la medicina territoriale, investire in personale ed attrezzature. La sanità deve costituire il campo dei diritti e non il terreno delle scorrerie affaristiche e clientelari e dei profitti per le lobbies private.

Bisogna sviluppare un piano di contrasto alla dispersione scolastica ed essere concretamente vicini agli istituti scolastici per rendere sempre più qualificati i livelli di competenze dei nostri ragazzi, sostenere il reale inserimento degli studenti diversamente abili e supportare le loro famiglie, elaborare una nuova legge regionale per il diritto allo studio che aiuti chi è in difficoltà socio-economiche a proseguire negli studi. Bisogna lottare per elevare gli organici previsti per le scuole in un territorio pieno di situazioni difficili come il nostro (come richiesto dalla FLC-CGIL), far ripartire la formazione professionale regionale,elaborare un progetto in collaborazione con i nostri tre atenei affinché la loro presenza abbia una ricaduta per lo sviluppo della Calabria, in termini di occupazione e PIL ed in termini di un benessere collettivo equo e sostenibile.

Vogliamo inoltre denunciare la malapolitica calabrese, un sistema di potere basato su rapporti personali e familistici teso a difendere un intreccio di interessi, spesso illegittimi, che produce profitti, meccanismi clientelari e voto di scambio, negazione dei diritti per farli diventare favori, appropriazione privata di risorse pubbliche e collusione illegali. Bisogna combattere l’infiltrazione della ‘ndrangheta nel sistema degli appalti. Il sistema opaco di gestione delle risorse pesa come una cappa su Germaneto: occorre imporre la massima trasparenza e pubblicità degli atti. Ancor di più: fa scandalo la mole di risorse comunitarie (parliamo di alcune centinaia di milioni di euro) che la regione Calabria restituisce per l’incapacità di utilizzarle: l’inefficienza di questo ceto politico ha oramai superato il livello di sopportabilità.

Pino Scarpelli – segretario regionale del Partito della Rifondazione Comunista

Lorenzo Fascì – segretario regionale del Partito Comunista Italian

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