Comunicato stampa del Prc sulle vicende del Villaggio Europa di Rende‏

La pista da ballo della politica rendese!160_villaggio_europa534

Marcello Manna è diventato sindaco sulla base della forza di un cosiddetto “esperimento politico” che si proponeva come un sapiente mix di protagonismo dal basso e rapporto diretto con la tanto decantata “società civile”.

Purtroppo, il laboratorio politico presentato come slegato da potentati politici e da partiti si è presto rivelato succube dei maggiorenti del Nuovo Centrodestra ed il presunto protagonismo dal basso, che nel programma si cristallizzava addirittura con la proposta di consigli di quartiere, si è dissolto in una pratica amministrativa accentratrice e poco trasparente.

Villaggio Europa è uno dei pochi quartieri sopravissuti allo scempio urbanistico di Rende, un luogo in cui un mix sapiente di verde e spazi collettivi hanno costituito un modello residenziale virtuoso ed uno spazio sociale in cui i luoghi hanno assunto ed assumono ancora oggi la densa consistenza di relazioni sociali forti.

La Giunta rendese, baluardo di partecipazione democratica tanto decantata in campagna elettorale, ha deciso in gran segreto di far costruire nel quartiere una discoteca all’aperto, tenendo all’oscuro proprio gli abitanti di Villaggio Europa.

Non serve un fine urbanista per capire che è difficile conciliare gli orari, il traffico e i rumori di una grande discoteca all’aperto con un quartiere residenziale; anzi, può bastare anche un semplice avvocato, purché dotato della capacità d’ascolto dei propri cittadini.

Chiediamo al sindaco di aprire un confronto reale con il quartiere rivendendo l’iter decisionale, dando seguito alle promesse elettorali che prevedevano il protagonismo dal basso invece di ignorare quei cittadini che portano ragioni inoppugnabili sull’opportunità di preservare la natura residenziale della zona.

La corrispondenza tra la retorica elettorale e la prassi amministrativa dovrebbe essere un dovere etico per chi riceve un mandato elettorale, non sacrificabile, a maggior ragione, sulla pista da ballo di nessuna discoteca.

Francesco Saccomanno

Segretario provinciale Prc Cosenza

Comunicato stampa del Coordinamento dei Giovani Comunisti di Cosenza

isnardi-bigLA DIRIGENTE DEL FERMI “PRIMEGGIA” SULLE PROVE INVALSI!

Alcuni ragazzi delle seconde classi del liceo “Fermi” di Cosenza ci hanno raccontato di come ancora una volta la dirigente di quella scuola abbia assunto un comportamento aggressivo ed arrogante verso gli studenti che si rifiutavano martedì di svolgere le prove INVALSI.

Tra chi non è entrato e chi ha consegnato foglio bianco, la percentuale di studenti che non hanno svolto le prove è in quella scuola ben oltre il 90%! Nonostante ciò, la dirigente entrava nelle classi quella mattina provando ad intimidire con il suo autoritarismo e sbeffeggiando i ragazzi, dicendo loro che sarebbero stati istigati dai loro docenti!

E’ l’ennesima dimostrazione che riprova, se mai ce ne fosse bisogno, l’inadeguatezza di questa dirigente e le inaccettabili modalità con cui intende il suo ruolo.

Per giunta, è assolutamente paradossale e priva di qualsiasi valenza didattica – in controtendenza totale con il grande dibattito che si sta svolgendo nel Paese con la partecipazione di studenti, genitori e lavoratori della scuola – la volontà di proporre come “consigliato” per le future prime classi un testo di preparazione alle prove INVALSI di italiano. Si “consiglia” di acquistare un testo (in piena crisi economica ed in presenza di costanti indicazioni di riduzione della spesa per i libri scolastici) che vorrebbe “addestrarci” a mettere crocette! Un vero e proprio capolavoro di crescita culturale e di formazione di cittadini liberi e consapevoli.

A settembre boicotteremo, con volantinaggi davanti alla scuola ed alle librerie, l’acquisto di questi testi che, invece di diffondere cultura e saperi, veicolano strumenti di passivizzazione e subalternità.

Siamo sempre di più convinti, e non siamo i soli a sostenerlo, che i disinvolti atteggiamenti della preside Bilotta configurino esattamente l’emblema e il possibile (se non molto probabile!) risultato della distorsione del ruolo dei dirigenti scolastici cui si arriverà qualora dovesse essere approvato il Ddl sulla Buona scuola di Renzi: un peso abnorme, con poteri da sceriffi-padroni e la possibilità di assumere, decidere ed imporre modelli didattici e funzionali condizionati dai propri desiderata ed interessi.

Coordinamento Giovani Comunisti – Cosenza

Comunicato congiunto sulla situazione migranti

APPUNTAMENTO per un PRESIDIO DI SOLITARIETA’
VENERDI 24 ALLE 16:30 – COSENZA, PIAZZA XI SETTEMBRE 

Quasi usciopero-migranti-11-largen migliaio di persone morte nel canale di Sicilia. L’ennesima strage studiata e voluta dal sistema che impone a tutti  uno stato di cose che lucra ogni giorno sulle nostre vite. La squallida e macabra speculazione che costantemente viene fatta dai vari Salvini e dalle varie Santanchè sulle necessità di chi ricerca con ogni mezzo necessario migliori condizioni di vita, creando\alimentando una “guerra tra poveri” che fa bene solo a chi specula sulle nostre esistenze.

Le fasulle retoriche che i “democratici” portano avanti, i quali, dietro un buonismo di facciata, studiano soluzioni tecniche per tenere la “crisi umanitaria” lontana dagli occhi e lontano dal cuore. I responsabili di questa ennesima strage sono da ricercare tra gli stessi che quotidianamente ci sfruttano. L’Unione Europea (con BCE ed FMI) mentre da una parte tramite le politiche di austerità porta avanti un sistematico smantellamento del sistema di welfare attraverso di precarizzazione del lavoro e della vita, dall’altra delega, tramite pratiche militariste e repressive, alla prima frontiera europea del mediterraneo (l’Italia) la gestione del sacrosanto diritto di migrazione e fuga da contesti di guerra (sviluppati da mercenari spesso stipendiati e sempre armati dall’“occidente” stesso) e assoluta povertà (provocata dalle guerre di conquista e controllo diretto ed indiretto da parte delle “grandi potenze” capitaliste europee e transatlantiche per l’estensione dei domini di influenza, il controllo politico, lo sfruttamento delle risorse dei territori conquistati e lo sfruttamento della forze lavoro locali).

La costruzione ed ampliamento da parte dell’UE (tramite i regolamenti Dublino1\2\3) del dispositivo di governance che concretizza il concetto di fortezza (in questo caso europea) continente mira a rendere richiedenti asilo e rifugiati politici un mero esercito di forza lavoro sfruttabile e senza diritti. Ciò si concretizza attraverso prima di tutto il programma di militarizzazione del mediterraneo detto Frontex e soprattutto all’interno dei Paesi di primo approdo attraverso i CIE e CARA (veri e propri lager detentivi per migranti in attesa dello svolgimento delle pratiche da loro richieste) nei quali i\le migranti sono costretti per un periodo di tempo in attesa dei documenti di asilo politico, che formalmente dovrebbe essere breve ma che spesso si prolunga oltre ogni limite.

La fortezza Europa crea al suo stesso interno dinamiche di esclusione, infatti proprio tramite i regolamenti di Dublino è reso impossibile per chiunque sia arrivato in Europa con la prospettiva di non restare in Italia, andare in altri Paesi dell’UE se gli viene negata la richiesta d’asilo nel Paese di primo approdo. Inoltre, utilizzando la retorica dell’aiuto dei “paesi in via di sviluppo”, l’UE, tramite protocolli intenzionali come il PEV (politica europea di vicinato) altro non fa che gestire militarmente in modo indiretto i flussi migratori, delegando (=finanziando) ai Paesi di partenza il trattenimento forzato di quanti vogliono avere il diritto di fuggire da realtà invivibili. Le forze politiche nostrane tutte (il PD e la Lega altro non sono espressioni falsamente opposte di uno stesso sistema di sfruttamento) tramite retoriche che vanno dal pietismo al becero fascismo, si fanno braccio fattivo ed armato delle logiche politiche che ispirano la gestione europea dei flussi migratori.

Sui livelli territoriali non si può non dare stretta responsabilità su una gestione malata e finalizzata anche in questo caso al profitto di pochi (ricordiamo il caso mafia capitale), sul mantenimento di un dispositivo detentivo\repressivo che contribuisce alla creazione del migrante come marginalità prive di dignità costruendo le dinamiche di criminalizzazione cavalcate poi dalla feccia fascista e dalle “nuove” estreme destre, che trova ampio spazio e quindi riconoscimento nei media mainstream, manifestando e costruendo un falso stato di emergenza che crea appunto una dinamica di scontro tra chi vive, su livelli diversi, i vari gradi dello sfruttamento contemporaneo.

Quanto scritto sopra assume una chiara dimensione di classe. Anche su questa tematica infatti l’elemento economico diventa discriminante sviluppando un processo di inclusione differenziale classificando tra migranti di serie A (quelli in grado di importare\esportare “importanti” quantità di ricchezza) e quelli di serie Z (coloro che fuggono da guerre e povertà e che comunque in realtà reggono gran parte dei “nostri” sistemi economici).

Oggi più che mai, a 70 anni dalla resistenza e dalla liberazione dal nazi-fascismo (che come al solito sarà anche quest’anno cavalcata da chi ogni giorno tradisce la memoria di quel processo radicale di liberazione dalle dinamiche totalitarie ed oppressive), si ripropone il problema dell’antifascismo, dell’antirazzismo e della creazione di dinamiche solidali dal basso che creino condizioni reali e condivise per vivere in modo effettivo e quotidiano ogni spazio urbano, superando le assurde ed idiote distinzioni che ci vengono quotidianamente propinate tramite retoriche finalizzate a creare timore dell’alterità.

Oggi più che mai vogliamo che si aprano le frontiere dell’Europa non più alla mera circolazione di merci, finalizzata quest’ultima alla creazione esclusiva di profitto, ma alla libera circolazione di quanti pretendono condizioni di vita migliori. Oggi più che mai vogliamo reddito, diritti e dignità per tutti. Oggi più che mai abbiamo il dovere di resistere a chi ci sfrutta, umilia e divide in ogni parte del mondo.

Cosenza Meticcia
Centro Sociale Rialzo
Collettivo Autonomo Studentesco
Cosenza Collettivo Autonomo ControVerso
Prendocasa Cosenza Giovani Comunisti/e – Cosenza
Prc Cosenza

Informazione, incontri e delibere consiliari contro il TTIP

No-TTIPLa Federazione provinciale del Prc di Cosenza ha aderito alla campagna internazionale contro i negoziati segreti avviati tra l’UE e gli USA, sin dal giugno 2013, per la realizzazione di un Partenariato Trans-Atlantico su commercio e investimenti, meglio noto con l’acronimo TTIP.

Difatti, in occasione della giornata di mobilitazione contro il TTIP, svoltasi sabato 18 aprile, si sono tenute diverse riunioni ed incontri dei circoli del Prc e si è deciso di presentare una proposta di mozione-delibera consiliare, attraverso i nostri consiglieri comunali, i segretari dei circoli ed i compagni ed attivisti di movimenti e di realtà della sinistra nonché inviando direttamente la richiesta ai sindaci nei restanti comuni, per far si che più consigli comunali della nostra provincia si esprimano in materia.

In effetti, attraverso il grimaldello di un accordo internazionale, si profila l’ennesimo restringimento di spazi democratici e di diritti fondamentali, quali la sostenibilità ambientale e la tutela della salute, compiuto a vantaggio delle grandi multinazionali e dell’economia finanziaria globale ed a discapito della gran parte dei cittadini, delle piccole e medie imprese e dei piccoli artigiani ed agricoltori che, soprattutto nel nostro paese, mandano avanti la nostra economia spesso a costo di grandi sacrifici, data la congiuntura, mantenendo degli elevati standard qualitativi e soprattutto di sicurezza sanitaria ed ambientale.

Ora il TTIP ed i suoi “segretissimi” negoziati sembrano andare nella direzione di realizzare una totale “deregulation” che potrà causare in Europa (è l’opinione di illustri economisti!), per via dell’armonizzazione di normative e standard produttivi, un rischio reale di cedimento di tutele ambientali e sociali, così come un disastro economico per i tanti produttori agricoli, soprattutto italiani, non più competitivi a causa dell’importazione di agroalimentare a basso costo.

Per questo abbiamo deciso di rivolgerci ai primi cittadini ed ai rappresentanti degli Enti comunali, le Istituzioni più prossime ai bisogni di tutti i cittadini, con la richiesta di voler portare in discussione alla prossima seduta utile del loro Consiglio una proposta di delibera, elaborata dal comitato nazionale contro il TTIP, il cui scopo principale è portare all’attenzione dei cittadini questa trattativa in corso tra pochi intimi, nel silenzio totale della gran parte dei mass media, sebbene le conseguenze incideranno sul futuro di ognuno di noi.

Inoltre, proprio per allargare il fronte democratico contro tali trattati segreti, nei prossimi giorni ci faremo promotori dell’organizzazione e della costituzione di un comitato largo ed aperto di associazioni, comitati, movimenti e forze politiche che intendono coordinarsi ed impegnarsi nella nostra provincia per sostenere insieme questa battaglia di democrazia.

Francesco Saccomanno,

Segretario Provinciale PRC Cosenza

Eleonora Forenza a Montalto Uffugo

La compagna di Rifondazione Comunista Eleonora Forenza, europarlamentare eletta nelle liste di L’altra Europa con Tsipras, ha incontrato i comitati di Montalto Uffugo che si battono per una soluzione del problema dell’elettrodotto ad alta tensione costruito a pochi metri dalle abitazioni nelle frazioni di Pianette e Lucchetta.
Insieme a lei il segretario provinciale di rifondazione comunista Francesco Saccomanno, il consigliere regionale Mimmo Talarico, il dott Ferdinando Laghi e i rappresentanti dei comitati tra cui Emanuele Lupo e Aldo Perri. Di seguito un pezzo dell’intervento di Eleonora Forenza durante l’incontro.

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<<La cosa che ho visto è che il nostro mezzogiorno, il sud italia è ormai veramente ridotto a una discarica, è ridotto a un luogo colonizzato da strutture come quelle che antepongono il profitto alla salute delle persone. Se io dovessi nominare che cos’è oggi la questione meridionale, è esattamente questo intreccio  tra questione ambientale e questione sociale, è esattamente la prevalenza del profitto sulla salute delle persone. La seconda cosa che voglio dire è che non è un caso, secondo me, che a livello europeo la commissione ambiente e commissione salute siano un’unica commissione; perché l’intreccio tra la salute delle persone e la questione ambientale è un intreccio evidentissimo. Allora qui stiamo parlando esattamente di questo, stiamo parlando appunto di un principio di precauzione che deve anteporre la salute delle persone alla speculazione e ai profitti.>>

Comunicato sgombero Cosenza‏

prendocsCosenza, lì  15 Maggio 2014

Mentre scriviamo la Questura di Cosenza sta perseguitando e mettendo in croce una cinquantina di cosentini vecchi e nuovi, eseguendo le crude ed inumane disposizioni della solerte Procura della Repubblica della città, che agisce per conto di un ordine religioso senza cuore e senza pietà (azzeccata la definizione di “mercanti camuffati da suore” altro che “sacro cuore del verbo incarnato”!).

Il tutto con la connivenza di Palazzo dei Bruzi, dove un disumano Ponzio Pilato, sotto le mentite spoglie di un cristiano impegnato in politica, seppure prontissimo a recepire con la sua dis-amministrazione i recenti interventi legislativi persecutori approvati dal governo nazionale delle larghe intese, si sta assumendo la responsabilità di lavarsene le mani del calvario feroce cui sono sottoposti questi nostri novelli gesùcristi!

Peraltro, questo attacco avviene non a caso proprio il giorno dopo che il Presidente del Consiglio Renzi, già artefice insieme al ministro Lupi di interventi persecutori nei confronti degli occupanti per necessità di strutture ed edifici inutilizzati – mentre il suo partito disconosce e si disinteressa completamente del disagio abitativo di tanti calabresi – a Reggio Calabria si è detto impegnatissimo ad affrontare con determinazione i problemi della Calabria  ed, evidentemente, a dare disposizioni per la messa in atto di azioni come questa di oggi a Cosenza.

Di fronte al silenzio ed alla connivenza degli ignavi e dei potenti che comandano in questa città ed in questa regione, chiediamo ed invochiamo l’intervento degli uomini di Chiesa più sensibili (e finanche del silente e freddo monsignore che regge la diocesi bruzia), per intercedere e fare intervenire quell’uomo fra gli uomini che sta in Vaticano a capo della Chiesa cattolica, in nome e per conto del Santo degli umili.

Francesco I oggi ha la possibilità di fare seguire ai suoi bellissimi discorsi un gesto concreto: faccia ritirare la denuncia e faccia regalare la struttura ai nostri fratelli e concittadini, stanziali e migranti, che da oggi, senza un suo gesto forte, con la complicità diretta ed indiretta dei tanti Pilato, saranno buttati con le loro famiglie, la loro dignità e le loro vite, al pari di oggetti scaduti, in mezzo alla strada e nella discarica interrata delle nostre coscienze sporche. La solidarietà non si compra un tanto al chilo né si dimostra con un click su una tastiera o una dichiarazione pubblica ma si alimenta di fatti e gesti concreti.

Per questo esprimiamo condivisione e stima ai compagni del comitato Prendocasa Cosenza che, in una città che sta perdendo i sui valori migliori ed assumendo il modus vivendi degli indifferenti, rappresentata da amministratori capaci solo di riunire commissioni ma complici di siffatte ingiustizie, hanno saputo far diventare la loro passione politica una ragione di vita e di impegno quotidiano, insieme ed a sostegno dei cosentini vecchi e nuovi senza casa e sempre più spinti  “ai bordi della dignità sociale”.

Noi siamo e staremo sempre lì, a fianco, sodali, complici di ognuno di questi nostri fratelli perseguitati dalla mano feroce della disumana, ingiusta e feroce “legalità” bruzia e renziana: per questo, oggi con il loro sgombero le forze dell’ordine, la Procura e le suore, insensibili persino al pianto di un bambino e di sua madre, hanno ferito e pugnalato anche i nostri cuori ed i nostri sentimenti.

Francesco Saccomanno, segretario provinciale Cosenza Prc 

Pino Scarpelli, segretario regionale Calabria Prc

Eleonora Forenza, segreteria nazionale Prc

Solidarietà di PRC alle occupazioni di PrendoCasa

prendcs2Quando si toccano gli interessi dei poteri forti, cadono le maschere dei teatranti della politica.

Proseguono in città le iniziative di mobilitazione e lotta del Comitato “Prendocasa”, a cui abbiamo sempre espresso la nostra più piena solidarietà.  Le occupazioni organizzate hanno dato un alloggio a più di 250 persone, decine di nuclei familiari a cui le istituzioni preposte hanno sinora negato il diritto a vivere dignitosamente sotto un tetto.

Contemporaneamente, prosegue il vergognoso disinteresse della giunta Occhiuto verso questa come verso ogni altra questione sociale del territorio, trincerandosi nello specifico dietro il recepimento dell’art.5 del famigerato d.l.47 del governo Renzi con il quale si intende negare agli occupanti la residenza e gli allacci alle utenze.  Un decreto degno del peggior conservatorismo, figlio della cultura neoliberista ed autoritaria dell’attuale governo, che in tutti i provvedimenti di queste settimane mantiene costantemente un profilo antipopolare e subalterno ai grandi gruppi finanziari.

Significativo anche il comportamento dell’opposizione in Consiglio comunale, che sulla vicenda eloquentemente tace. Forse per il legame con la grande proprietà immobiliare speculatrice ed i palazzinari della città o forse per nascondere il disastro della precedente amministrazione comunale.

Siamo molto preoccupati della non riconvocazione del tavolo di trattativa tra Comitato ed Enti (Prefettura, Comune), segno palese della assenza di volontà di dialogo da parte delle istituzioni e del possibile disegno di operare soluzioni autoritarie di sgombero. Lo sgombero sarebbe un salto di qualità: dalla disattenzione e dall’incapacità ad affrontare le emergenze sociali alla dichiarazione di guerra verso i bisogni ed i diritti non soddisfatti.

Comprendiamo come per Occhiuto, ben impegnato sin dall’inizio della consiliatura nell’affidamento di lotti di lavori pubblici e nella designazione di collaboratori e consulenti, non siano nell’agenda le drammatiche condizioni di chi una casa ed un reddito non li ha, di chi vive nell’incubo dello sfratto per morosità incolpevole o sotto la mannaia del pignoramento. Le politiche sociali della sua giunta sono inesistenti, un piano casa non è mai stato neanche accennato.

Eppure, di fronte a questa emergenza ed alle migliaia di alloggi vuoti (oltre 8.000 nell’area urbana) in mano a speculatori e palazzinari, si potrebbe percorrere una strada già realizzata in altri territori e giustificata dalla Costituzione che parla espressamente di come “l’iniziativa economica privata non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale”.

La strada è quella della moratoria immediata degli sfratti e della requisizione dell’invenduto e dell’assegnazione a chi ne ha diritto. Ma, siamo sicuri, fastidio ai poteri forti non ne vogliono dare né il centrodestra di Occhiuto (che si affida alle farneticazioni del consigliere Bozzo, che non meritano neppure replica) né il centrosinistra dei parolai consiglieri dell’opposizione in Comune.

 

Francesco Campolongo – segretario cittadino del Partito della Rifondazione Comunista

Cosenza, 3 maggio 2014