IL PD ED I PROCI IN DIFFICOLTA’ FINISCONO PER PRENDERSELA CON LA SATIRA!

Cosenza, lì  9 febbraio  2016jsf

La defenestrazione anticipata di Mario Occhiuto, avvenuta non sulle tante e rilevanti vicende politiche cittadine (questione Rom, illegittime scelte amministrative,taglio dei servizi, disagio lavorativo e tanto altro!) ma con un ingiustificabile salto da un fronte all’altro di diversi consiglieri che fino a ieri erano tra i fedelissimi del sindaco,  è il frutto di un specie di prova generale cosentina del partito della nazione.

A nostro avviso,  la vicenda assomiglia molto a quella dei Proci, coloro che gozzovigliavano nella casa di Ulisse (Palazzo dei Bruzi) per appropriarsi di Penelope e di Itaca (il comune di Cosenza), ed a preponderare non è l’interesse generale dei cittadini ma il desiderio di conquistare o mantenere pezzi di potere e ruoli influenti nel controllo del governo della città.

In questo quadro desolante, uno dei meno influenti dei Proci, un Elato qualunque, sebbene segretario regionale del Pd, pur di giustificare la sua presenza sulla scena attacca la satira, facendo quello che neanche Occhiuto, su cui pure si è fatta molta ironia, mai si era sognato di fare.

In evidente difficoltà rispetto all’opinione pubblica, costui non sa far altro che denunciare Giuseppe Febbraio per un video satirico realizzato sui congiurati-Proci: vogliamo manifestare tutta la nostra vicinanza e solidarietà a Giuseppe ed a quanti deridono questa classe politica impresentabile ed indistinguibile.

Ne siamo certi: sarà una risata che la seppellirà!

 

Francesco Campolongo,  segretario circolo Prc Gullo-Mazzotta Cosenza

Francesco Saccomanno, segretario provinciale Prc Cosenza

Il morocchino presunto terrorista internazionale e Il folclore inquirente della questura di Cosenza

Cattura_HLa vicenda di Mehdi Hemil ci restituisce plasticamente la nuova fase di involuzione culturale e giuridica di cui è vittima l’Europa. I dispositivi emergenziali, come sappiamo bene in Italia, fanno leva sulla paura e determinano una deroga a tempo illimitato (chi decide come e quando finisce l’emergenza?) delle garanzie costituzionali. Mehdi Hemil è stato arrestato in pompa magna, con il clamore mediatico tipico di chi ha “scovato” un pericoloso nemico pubblico sul proprio pianerottolo di casa, sulla base di un quadro probatorio ridicolo, che potrebbe essere oggetto di pubblico scherno se non esemplificasse il baratro securitario in cui siamo caduti. Mehdi Hemil non ha commesso reati ma, tra i vari atteggiamenti sospetti, ha preso visione di video liberamente reperibili su youtube. Questo, secondo la questura di Cosenza e grazie alla costruzione normativa di apposite fattispecie penali, viene inquadrato come “auto-addestramento” cioè è come se i milioni di italiani appassionati di Gomorra, Romanzo Criminale e altre serie televisive sulla criminalità organizzata potessero essere arrestati perché “criminali in autoformazione”. Il fatto che Italia la questura di Cosenza sia stata la prima ad avvalersi di tali oscenità giuridica conferma una consolidata tradizione di “folclore inquirente” che a Cosenza ha una robusta storia: teoremi e ipotesi mirabolanti che dopo le prime luci della ribalta mediatica vengono sistematicamente smentite in sede di giudizio. E’ un film tristemente noto che serve per alzare il livello della paura e della repressione. Il regime emergenziale Europeo che ha fatto seguito agli attentati di Parigi, appena prolungato da Hollande, sospende lo stato di diritto o quello che ne rimaneva portandoci dritti dritti in uno stato di polizia in cui non ci sono più tre gradi di giudizio ma una giustizia sommaria che, grazie anche alla spettacolarizzazione dell’informazione, imbastisce la gogna mediatica in cui la verità dei fatti conta poco. Il volto speculare del terrorismo, una delle sue conseguenze perfino volute, è proprio l’istituzione di una moderna caccia alle streghe in cui la caricatura mediatica dell’Islam e l’annullamento delle garanzie giuridiche per i cittadini (migranti in primis, ma da estendibile a tutte quelle figure che compongono l’album dei cattivi sociali) determinano lo spazio dell’arbitrio totale del governo.

Le campagne mediatiche imbastiscono la paura e l’orrore che serve per legittimare la nuova fase: costruito il carnefice è facile invocare mezzi eccezionali per combatterlo. A nulla vale far notare sommessamente che proprio lo stato che ha espulso Hemil (la Turchia) è il principale alleato dell’Isis perché nella rappresentazioni mediatica Hemil è già stato condannato e Cosenza pesantemente minacciata dalla presenza di un Foreign Fighters. Da oggi in poi sarà ancora più facile espellere, minacciare e disciplinare le comunità di migranti africani incastrati in un’esistenza precaria che condividono con centinaia di italiani.

La fase dell’emergenza e del governo eccezionale è stata la fase che storicamente, in Europa, ha preceduto i fascismi e determinato il tramonto delle democrazie liberali. La categoria del nemico come anomali da eliminare, sul cui corpo tutto è permesso, da collocare fuori dallo spazio giuridico della cittadinanza e relegato nell’alveo delle non-persone è lo strumento attraverso il quale risorgono nuovi autoritarismi. Siamo convinti che tra un po’ di mesi la storia di Hemil si rivelerà, come irrinunciabile tradizione della questura cosentina, una bufala ma intanto lo “spettacolo del terrorismo” avrà incrementato il suo auditel e promosso i suoi campioni.

Alla comunità marocchina cosentina descritta come pericoloso covo di estremisti va la nostra solidarietà contro il linciaggio mediatico e le pressioni e i le intimidazioni delle forze dell’ordine cittadine.

PRC-Cosenza

CPOA-RIALZO

GIOVANI COMUNISTI: campagna tesseramento 2016

gc Io non so se un giorno ci dedicheranno strade o scuole, se ai discuterà delle nostre idee in termini positivi o meno. Non so neppure se nella fiaba gli antagonisti forse vincenti ci attribuiranno il ruolo dei “cattivi”. Non posso immaginare se la memoria storica sarà per noi nobildonna o traditrice. Quello che so è che abbiamo oggi un compito, giacché assolviamo ad una necessità storica importantissima, ovverosia, ci prodighiamo ad alimentare quel barlume di speranza per un avvenire migliore.

Il nostro impegno è proteso al mondo che verrà, allorquando la giustizia sociale sarà goduta nell’ al di qua, e non sarà invece incastellata in una fede, in una situazione che consegue alla morte. Il pensiero utopico che ci unisce parla la lingua internazionale di tutti i popoli, di tutte le genti soggiogate dallo sfruttamento perpetrato dall’uomo sull’uomo. Innanzi alle barbarie susseguitesi proponiamo la fine dell’organizzazione sociale in classi, l’inizio dell’internazionalismo paritetico fra persone appartenenti a culture diverse. “Veniamo da lontano ed andiamo lontano” e per questo motivo siamo necessariamente portati a guardare lontano, a poggiare i nostri occhi su realtà ove ancora non siamo giunti. Siamo comunisti, e il nostro compito attuale è quello di non disperdere le forze, di calamitare esperienze ed intelligenze intorno ad un’idea; in questo lasso di tempo chiamato presente sosteniamo l’ideale per la pace ed il benessere. E se ritenete romantica la nostra idea, riteneteci pure sognatori, instancabili visionari che sanno di stare nel giusto, perché in difesa degli oppressi.

Alternativi ai camaleonti, agli sciacalli ed ai liberisti!

SINISTRA: PARTITO CORTEO A ROMA, L'OPPOSIZIONE E' NOSTRA
La segreteria regionale del Partito della Rifondazione Comunista della Calabria ha discusso a Lamezia di importanti ed urgenti tematiche della vita regionale, ponendo l’attenzione sul trasformismo dilagante e vergognoso di molti rappresentanti politici–degenerante per tutto il sistema politico-istituzionale-proprio negli stessi momenti in cui il rottamatore-caudillo Renzi puntellava la sua maggioranza nominando nel Governo Tonino Gentile e Dorina Bianchi, due campioni in carriera del camaleontismo calabro.

Nel corso dell’incontro, dopo aver fatto il punto sul tesseramento al Prc – che anche in regione, come a livello nazionale, sta registrando una crescita di attenzione e di iscritti – il confronto si è incentrato sulle prossime elezioni amministrative che vedono Rifondazione, a partire dal comune di Cosenza, impegnata a realizzare liste ed alleanze alternative alle destre ed alle forze liberiste (Pd in testa!) cercando, anche per questa via, di costruire sul campo la convergenza tra movimenti sociali progressisti, esponenti della cittadinanza attiva e del mondo del volontariato e le forze della Sinistra.

Tra gli altri temi affrontati, inquadrati nel novero delle emergenze regionali in cui lo ”sgovernatore” Oliverio riesce addirittura a far peggio di chi l’ha preceduto, la mancata tutela se non il danneggiamento dei Beni Comuni, la destrutturazione del trasporto pubblico, l’aggravarsi del dissesto idrogeologico e la caduta del sistema sanitario ben al di sotto dei livelli minimi essenziali. Proprio mentre in questi settori, e non solo, le iene e gli sciacalli continuano a portare avanti le proprie clientele ed i propri tornaconti: su tutti bastino gli esempi delle vicende di Calabria Verde e dei tentativi di stabilizzazioni di assunzioni clientelari nella sanità.

Pertanto, nella riunione si è deciso di seguire e denunciare con accuratezza tali misfatti e di attivare presto due manifestazioni pubbliche regionali, una sul diritto alla mobilità e l’altra sul diritto alla salute.
Inoltre, si è deciso sin da subito di contribuire a mettere in piedi, la dove sarà possibile farlo, un movimento referendario composito, democratico e largo per combattere le pericolose ed autoritarie riforme Costituzionali renziane ed i devastanti progetti governativi di trivellazione dei nostri mari e delle nostre coste.
Infine, si è ribadito il sostegno e la vicinanza all’Amministrazione comunale di Gioiosa Ionica ed al suo sindaco, compagno Salvatore Fuda, oggetto di attacchi e vili intimidazioni.

Lamezia Terme (Cz), 29-01-2016

SEGRETARIA REGIONALE del PRC della CALABRIA

Concluso il processo ai danni dei compagni di Rifondazione Comunista Saccomanno e Cortese sulla vicenda della Jolly Rosso.

fusto_amSi è concluso al tribunale di Cosenza, per remissione della querela, il processo per diffamazione intentato ai danni dei compagni di Rifondazione Comunista Francesco Saccomanno e Lucio Cortese sulla vicenda della Jolly Rosso.
Non si conclude sicuramente qui la nostra ferma determinazione per ottenere “Verità e Bonifiche”.

Da tanti e, certamente, troppi anni disparati cittadini attivi calabresi, diversi e lodevoli comitati territoriali, alcune associazioni ambientaliste e qualche singola organizzazione sociale o forza politica ferma come la nostra, insieme ad uno sparuto ma meritorio gruppo di coraggiosi giornalisti e blogger ed a qualche isolatissimo magistrato e componente delle forze dell’ordine, si battono con insistenza per ottenere “Verità e Bonifiche” dei nostri territori, delle nostre acque e dei nostri mari.

Negli anni passati fiumi di inchiostro e di caratteri informatici sono colati ed hanno tracimato i confini di questa regione per raccontarci dell’avvelenamento avvenuto nei nostri mari violati e nella nostra terra profanata.
Negli anni passati ed in quelli che viviamo pochi ed isolatissimi uomini coraggiosi che lavoravano e lavorano con dignità in alcuni organi istituzionali di questa Repubblica, per fare il loro dovere e per amore della loro terra, hanno subito e subiscono vessazioni ed angherie di ogni tipo e, come nel caso dell’indimenticato Capitano Natale De Grazia, hanno pagato persino con la vita per questa loro dedizione ad uno stato ed a delle istituzioni che non li meritavano e non li meritano.

Noi non possiamo certo aspettarci più nulla da coloro che, imperanti nello stato, nella regione, nelle provincie, nelle istituzioni, nelle forze politiche e nelle organizzazioni sociali e nelle nostre comunità hanno permesso, direttamente ed indirettamente, che ciò avvenisse.
Noi vogliamo solamente far appello agli uomini liberi ed a quanti vogliono liberarsi, perché riflettendo sull’insostenibile situazione che si è creata capiscano che non è più possibile stare fermi ed inermi assistere a scempi continui e ripetuti, per intraprendere un cammino di impegno sociale e politico.

E’ necessario, innanzitutto, rimettere in discussione il nostro stile di vita e di consumi insostenibile che, a conti fatti, genera veleni e devasta l’ambiente e la nostra salute. Ed è, soprattutto, necessario che gruppi più consistenti di calabresi, ognuno nel proprio ambito territoriale, nelle proprie organizzazioni, nel lavoro e nell’impegno quotidiano, si uniscano a quei disparati, diversi, pochi,singoli, sparuti ed isolatissimi Uomini e Donne e si rendano conto della necessità di fare rete tra l’impegno sociale e quello politico per smascherare gli avvelenatori e trasformare le nostre comunità.
Per poter fermare le reti politico-criminali, “prenditoriali” e malavitose che hanno sguazzato e continuano a sguazzare nella melma.
Per questo, come abbiamo gridato sfilando nella bellissima ed indimenticabile manifestazione di Amantea del 2009, continuiamo a gridare ed a pretendere “Verità e Bonifiche”, perché in tanti ci ascoltino ed in tanti si impegnino per ottenere insieme alle Verità ed alle Bonifiche un improrogabile riscatto morale e civile di questa martoriata terra calabra.

Pino Scarpelli

SEGRETARIO REGIONALE del PRC della CALABRIA

Rifondazione partecipa allo sciopero indetto dai sindacati Pollino-Sibaritide

La Federazione provinciale di Cosenza di Rifondazione comunista aderisce e partecipa allo sciopero generale territoriale, proclamato dalle organizzazioni sindacali del Pollino- Sibaritide, di lunedì 14 dicembre.

Rifondazione si unisce alle preoccupazioni esposte nella lettera aperta inviata dai sindacati sulla drammatica crisi economica e sociale che ha colpito l’Italia e il mezzogiorno. Si unisce, ancor di più, all’assillo per il lavoro che non c’è in Calabria ed all’allarme per una serie di politiche di dismissione e disimpegno che il Governo nazionale sta determinando – nell’immobilismo e/o con responsabilità della Regione Calabria, secondo noi – su settori strategici e vitali come le infrastrutture, l’assetto idrogeologico e forestale del territorio, il diritto alla mobilità e su interi settori dei servizi pubblici che riguardano gli enti locali ed i comparti come la giustizia, la scuola e la sanità. Su tutte valgano gli esempi dell’ospedale di Trebisacce e della Casa-Albergo di Oriolo.

Per di più, il Prc concorda in toto sulla necessità di un piano straordinario per il lavoro con politiche di inclusione ed investimenti pubblici e privati a sostegno delle aree svantaggiate e con una forte attenzione preventiva per il mantenimento di tutte le unità lavorative. A partire dal cementificio di Castrovillari, specie dopo l’accordo che ne ha sancito di fatto la declassificazione.

Ben si comprende il ricatto storico a cui i lavoratori e le lavoratrici calabresi sono stati e vengono ancora sottoposti, tuttavia non ci si può esimere dal constatare che la piattaforma di lancio dello sciopero presenti elementi forti di contraddizione con la tutela della salute dei cittadini e del rispetto dell’ambiente, essendo carente sul tema dell’opposizione alle trivellazioni del territorio ed agli impianti iper-inquinanti, a fronte del sostegno sindacale dato alla pericolose centrali a biomasse del Mercure ed a carbone di Rossano e al disinteresse sulle perforazioni petrolifere.

Ripetutamente ed in diverse sedi, Rifondazione ha espresso una visione di politica industriale che deve essere compatibile con il patrimonio paesaggistico e storico-culturale e, nel contempo, sostenibile rispetto all’agricoltura, al territorio e, soprattutto, alla salute dei cittadini e dei lavoratori. Avviare e sostenere buone pratiche e politiche innovative pulite, attraverso il coinvolgimento e la partecipazione dei cittadini, dovrebbe essere il filo conduttore delle azioni e degli atti dei governi nazionali e regionali, per far ripartire la speranza in questa area ed in tutta la regione.

Proprio per questo, è doveroso esprimere dei dubbi rispetto ad una visione sviluppista datata, che non ha portato in Calabria i tanti decantati vantaggi e che ha finito con alimentare clientele e prebende, favorendo mascalzoni politici e prenditori incalliti e spregiudicati ed andando a discapito della gran parte dei cittadini e dei lavoratori. Pratiche deleterie da cui non si è tenuto alla larga neanche chi (s)governa oggi la regione.

Così come è necessario ribadire il concetto che il territorio dell’area, al pari di tanti altri territori regionali, è ricco di risorse endogene, umane e culturali, paesaggistiche ed ambientali, agricole e turistiche, da valorizzare e mettere a sistema, per garantire lavoro sostenibile, duraturo e rispettoso del territorio, su cui le istituzioni, gli attori locali, la cittadinanza attiva e la politica tutta, anche attivando politiche di ripubblicizzazione dei servizi pubblici locali e di accoglienza dei nostri fratelli migranti, hanno il compito di impegnarsi con forza e determinazione.

Soprattutto, investendo tempo ed energie in un progetto politico che preveda un piano organico del lavoro e la crescita dell’occupazione, fermando il consumo di suolo ed investendo sul recupero del patrimonio urbanistico, al fine di contrastare, anche con immediati ed iniziali interventi diretti sul reddito di cittadinanza-dignità, la dilagante precarietà esistenziale e territoriale che nella nostra regione, provocando devastanti effetti sociali, abitativi e culturali, ha fatto rimettere in moto la triste piaga dell’emigrazione.

Francesco Saccomanno, Segretario provinciale Prc Cosenza

Fiore e i suoi adepti non sono i benvenuti a Verbicaro

Venerdi 18 Dicembre potrebbe mettere piede nel territorio di Verbicaro(CS) l’ex terrorista di destra e leader di FN Roberto Fiore, per inaugurare una loro sede. Glielo diciamo subito, senza girarci intorno: Fiore e i suoi adepti, quei pochi che si contano sul palmo di una mano, non sono i benvenuti a Verbicaro. La Calabria antifascista e antirazzista glielo ricorderà per l’ennesima volta. La Calabria è terra di emigrazione, in passato come ora, e non accettiamo che sul nostro suolo metta piede uno che in passato era militante di Terza Posizione ed “ intendeva costituire formazioni eversive gerarchicamente organizzate in grado di compiere, nell’ambito di un progetto politico unitario e sotto un’unica direzione, attentati terroristici su obiettivi mirati in tutto il territorio nazionale”, protetto dai Servizi segreti italiani, come riportato a più riprese dall’intelligence britannica, dopo essersi rifugiato in Inghilterra. Il comunicato firmato a nome di Calabria Antifascista e antirazzista non si dimentica di riportare quando nel 2002 Fiore si buttò nel business di acquistare piccole aziende e terreni in Italia, Inghilterra, Spagna e Polonia per trasformarli in comunità rurali dove si predica l’ideologia fascista e (testualmente) dove verrà insegnato ai giovani europei a smetterla di “parlare, muoversi, agire come dei negri”. Quanto al loro responsabile provinciale, che parla di “stucchevole retorica antifascista che ormai non interessa nessuno”, e che di mestiere ci pare evidente faccia il comico, ci pare giusto, doveroso e sacrosanto riportare qualche sua frase, così da far fare una grassa risata a chi se la fosse persa:” Amministrazione comunale, Anpi Cosenza e tutte quelle associazioni che si rifanno ad una certa sinistra radicale si mettano il cuore in pace: Forza Nuova sarà in piazza venerdì 18 a Verbicaro, nessuno può impedircelo, neppure quella Costituzione, sicuramente tanto cara al sindaco Silvestri, che ci garantisce, nel suo art.21, il diritto di espressione”. Continui a fare il comico e lasci perdere di citare a casaccio articoli della costituzione, che evidentemente mai ha sfogliato e di cui ignora totalmente la sua natura antifascista e antirazzista. Non c’è spazio né per Fiore, né per chi cavalca l’onda antimigratoria della Lega di Salvini. Non ci resta che darci appuntamento a venerdì 18. Una risata li seppellirà.

Giovani Comunisti/e Calabria